La chirurgia aumentativa del pene

La chirurgia aumentativa del pene ha conosciuto un grande sviluppo nell’ultimo decennio per una serie di evoluzioni nei costumi, nelle tradizioni e nelle richieste che vengono fatte all’andrologo.

Molti uomini oggi si rivolgono ai vari specialisti per ottenere miglioramenti sia nel loro aspetto esteriore che nella loro funzionalità, basti pensare che la richiesta di chirurgia estetica, che una volta appariva essere una prerogativa unica della donna, è in crescita costante anche nell’uomo, e si è estesa man mano a tutte le parti del corpo (trapianto di capelli, rinoplastiche, lifting del viso, addominoplastica etc.).

Il mito del pene grande ha accompagnato la storia dell’umanità, e le vestigia del mondo antico sono piene di rappresentazioni falliche. Alcune civiltà africane ed asiatiche, hanno sviluppato nel corso dei secoli delle tecniche per ingrandire il pene, che qualche volta avevano anche una base reale e scientifica (ad esempio attaccando dei pesi al pene per lungo tempo questi si allungava).

Per l’uomo moderno le dimensioni del pene sono parte integrante dell’immagine di personalità e dell’accettazione del proprio fisico e del proprio valore come individuo. Nella maggior parte dei casi, il desiderio di aumentare le dimensioni del proprio pene, non deriva tanto da una carenza affettiva quanto dalla percezione che l’individuo ha di sé stesso e del proprio corpo. La persona si percepisce in questi casi come inadeguata e sproporzionata.

Da una recente indagine fatta tra le donne, la maggior parte delle intervistate riferisce che il pene più che lungo deve essere grosso, in pratica per le donne il diametro è più importante della lunghezza.

Aumentare le dimensioni del pene può avere dunque una valenza riequilibrante della personalità nel suo insieme.

Dopo tanti anni di esperienza specifica abbiamo messo a punto questa nuova tecnica chirurgica per rispondere in una maniera definitiva a questa problematica specifica.

Impianto apicale

Il glande è una parte integrante del pene, il suo volume nella maggior parte dei casi è armonioso e conforme al volume del pene. In una certa percentuale di casi tale volume però è sottodimensionato primariamente per un iposviluppo congenito del medesimo oppure dopo una chirurgia aumentativa dell’asta peniena, nella quale risulta un aumento volumetrico della circonferenza peniena con una diminuzione conseguente della proporzione con il volume del glande.

Fino ad oggi non è stata mai proposta né descritta una valida terapia per questo difetto, che per molti uomini rappresenta una grave menomazione, causa di problemi psicologici e relazionali.

Per cui oltre all’aumento del volume dell’asta peniena questa nuova tecnica vuole quindi anche risolvere il problema del volume glandulare.

L’impianto apicale è fatto in maniera da essere collocato tra gli apici dei corpi cavernosi ed il glande dove viene creata una tasca di alloggiamento facendo sì che quest’ultimo si proietti in avanti e lateralmente aumentando la propria impronta e dando un certo aumento della lunghezza del pene.

Impianto pericavernoso.

L’impianto è costituito da due parti laterali speculari, una destra ed una sinistra, dette pericavernose, costituite ognuna da un emicilindro a sezione semilunare e viene collocata tra la superficie laterale dei corpi cavernosi sotto il piano fasciale e si estende per tutta la lunghezza del pene dalla base fino a sotto il glande.

Questo dà un aumento medio del 25% della circonferenza originale e in casi particolari, utilizzando impianti a sezione larga, l’aumento può superare anche il 50% della circonferenza originaria del pene.

L’aumento della circonferenza del pene si ottiene sia a riposo che in erezione. Tale intervento non interferisce minimamente con la funzionalità peniena (come sensibilità, erezione, eiaculazione e orgasmo), anzi, in taluni casi le persone operate riferiscono un miglioramento della loro funzione sessuale in generale probabilmente per un aumento dell’autostima.

Tecnica chirurgica

L’intervento viene effettuato in regime di day-hospital in anestesia loco-regionale, con due piccole incisioni alla base del glande bilateralmente. Una volta guarite, non lasciano nessuna traccia. La ripresa dei rapporti sessuali avviene dopo alcune settimane.

Casistica clinica 

Si riporta di seguito a titolo di esempio un caso relativo a un paziente già sottoposto a intervento chirurgico di falloplastica aumentativa con questo nuovo Impianto Salhi:

Si tratta di un giovane di 27 anni laureato, non fumatore, modico bevitore, alvo e diuresi regolari, nulla di rilevante all’anamnesi patologica remota. Riferisce da tanti anni una dismorfofobia peniena, pur avendo una vita sessuale normale. L’esame obiettivo metteva in evidenza un pene normo conformato di circa 7 cm di lunghezza a riposo e di circa 15 cm in erezione con una circonferenza di 8 cm e di 11 cm rispettivamente.

Dopo una consulenza psico-sessuologica, gli è stato proposto un intervento di falloplastica aumentativa con l’impianto pericavernoso Salhi, che il paziente ha accettato. L’intervento è stato eseguito in regime di day-hospital, in anestesia loco-regionale. Al paziente è stata proibita l’attività sessuale per due mesi. Il controllo a tre mesi mostra un pene aumentato di circonferenza sia a riposo che in erezione con una totale soddisfazione del paziente.

Allungamento del pene

Senz’altro la lunghezza del pene è importante, ma soltanto quando si discosta sensibilmente dal range di normalità, come succede nel “micropene congenito”, oppure l’accorciamento notevole che qualche volta deriva dalla “Induratio Penis Plastica”.

Molti uomini, invece, pur rientrando nei limiti della normalità, riferiscono di avere un pene piccolo e ricorrono all’assistenza dello specialista per tale motivo.

In questi casi si ricorre ad interventi chirurgici per ottenere un allungamento relativo del pene mediante una resezione del legamento sospensore e, quando serve, miniplastica del pube ed arretramento dello scroto, ottenendo così sia un aumento vero che ottico della lunghezza.

Il legamento sospensore del pene è una continuazione della fascia di Buck, inserita sull’osso pubico, che tiene il pene tirato all’indietro e all’insù, perciò la sezione di questo determina lo slittamento della parte pendola del pene in avanti e leggermente in basso, ottenendo un allungamento.

L’intervento viene eseguito con una piccola incisione sovrapubica, e dopo la sezione del legamento si interpone un po’ di tessuto adiposo fra i due capi di sezione, e e al fine di ottimizzare il risultato dell’intervento è opportune utilizzare nei 2-3 mesi successivi un estensore penieno esterno.

Sindrome del “pube adiposo” e “pene sepolto”

Quando la regione pubica è troppo adiposa, e copre il pene che risulta sepolto sotto il grasso pubico bisogna asportare il grasso chirurgicamente oppure conla lipoaspirazione.

Questa manovra chirurgica che in alcuni casi si rende necessaria viene effettuata assieme alla sezione del legamento sospensore (plastica sovrapubica).

Un’altra manovra complementare prevede l’arretramento dello scroto quando la sua attaccatura cade troppo in avanti sul pene (scroto palmato o “a bandiera”).

Per cui l’intervento di allungamento del pene deve essere personalizzato a seconda del caso specifico di ogni persona in maniera da massimizzare i risultati sia sotto il profilo funzionale che estetico.

Estensori penieni esterni 

Si tratta di dispositivi esterni, di facile uso, che vengono applicati sul pene per alcune ore al giorno, per qualche mese, mantenendo il pene tirato, che risponderà a questa estensione forzata aumentando la propria lunghezza con risultati definitivi.

Questi strumenti sfruttano una caratteristica dei tessuti viventi in cui la forza di trazione provoca un aumento della divisione cellulare incrementandone il numero totale e di conseguenza la massa.

Questa tecnica viene utilizzata in vari altri settori della medicina, basti pensare agli apparecchi per i denti oppure agli espansori cutanei per la chirurgia plastica oppure ancora agli estensori in ortopedia per allungare le ossa. L’uso dello strumento di trazione del pene riesce ad aumentare la lunghezza del pene sia in erezione che in flaccidità, ed è correlato al programma di utilizzo che deve essere personalizzato e sotto controllo medico costante.

Questo aumento non dipende dall’età, infatti l’estensore può essere utilizzato a qualsiasi età. Le indicazioni a questo tipo di trattamento sono quelle quando si intende ottenere un aumento delle dimensioni del proprio pene senza ricorrere alla chirurgia oppure per scelta dettata dai costi. Le controindicazioni sono la presenza di infezioni, infiammazioni o altre patologie peniene come la fimosi oltre alle malformazioni congenite del pene tipo ipospadie ed epispadie e curvature importanti, ecc. L’aumento della lunghezza del pene varia da 1 a 4 cm per un uso medio di 6 mesi.

Resta inteso il fatto che l’estensore può essere usato prima dell’intervento chirurgico in maniera da ottenere un allungamento sostanziale del pene prima di aumentare anche la circonferenza. L’estensore deve essere anche utilizzato nel post-operatorio per massimizzare i risultati in alcuni tipi di interventi, come abbiamo già visto sopra.